Uno dei destinatari della lettera fa tremare i polsi più degli altri: la procura regionale per la Sicilia della Corte dei Conti. Il caso dei bonus produttività assegnati all'ex direttore sanitario Giuseppe Giammanco e all'ex direttore amministrativo Giovanni Annino dell'Arnas Garibaldi di Catania ha sollevato un polverone di polemiche che sembra destinato ad allargarsi, più che a ridursi. La prima a intervenire è la Cgil che, con una nota firmata direttamente dal segretario generale regionale Alfio Mannino e dal responsabile Sanità Renato Costa, fa rilevare il presunto «nonsense» di assegnare dei premi per il raggiungimento degli obiettivi se, ed è questo il nocciolo della questione, che quegli obiettivi siano stati raggiunti non è ancora stato certificato dall'assessorato alla Salute della Regione Siciliana.
Mannino e Costa, però, fanno più che una nota stampa. Con una lettera indirizzata al presidente Renato Schifani, all'assessore alla Salute Marcello Caruso, alla dirigente del dipartimento della Pianificazione strategica e, per conoscenza, alla magistratura contabile, chiedono verifiche «sulla corresponsione delle quote integrative ai direttori amministrativi e sanitari delle aziende del Servizio sanitario regionale in assenza della certificazione regionale del raggiungimento degli obiettivi». «L'eventuale riconoscimento di incentivi economici (per il Garibaldi, quantificati complessivamente in 211mila euro, ndr) - si legge - in assenza di una preventiva certificazione regionale rischierebbe di determinare un evidente vulnus ai principi di buon andamento, imparzialità e responsabilità nell'utilizzo delle risorse pubbliche». Tra le richieste avanzate c'è che «venga effettuata una verifica su tutte le aziende del Servizio sanitario regionale, al fine di accertare l'eventuale esistenza di analoghe situazioni».







