“La crescita della copertura in fibra ottica – arrivata al 92% per i Borghi più belli d’Italia nel 2025 – rappresenta un punto di svolta: oggi l’infrastruttura digitale consente ai borghi di competere con le grandi città, attirando lavoratori in smart working e per lo sviluppo di imprese innovative”. A parlare è Marco Vulpiani, Economic leader di Deloitte, che nello studio “L’impatto economico e occupazionale del turismo e la digitalizzazione nei Borghi più belli d’Italia”, realizzato da Deloitte in collaborazione con l’omonima associazione, ha analizzato l’impatto delle iniziative di infrastrutturazione nelle cosiddette aree bianche.Per Deloitte non è solo un progresso in termini di accesso alla rete e capienza di banda, ma di un vero e proprio cambio di paradigma: la copertura del resto arrivava al 64% del 2022 e al 46% nel 2021. La recente accelerazione è destinata a ridurre significativamente il divario digitale tra aree urbane e rurali.“I dati confermano che i nostri borghi non sono solo un patrimonio da preservare per la loro unicità e valore culturale, ma un’opportunità concreta di sviluppo economico e territoriale”, spiega Vulpiani. L’impatto degli investimenti in infrastrutture digitaliGli investimenti in banda ultra larga nelle aree bianche – zone di solito a bassa densità abitativa, dove gli operatori privati non hanno convenienza a investire – hanno generato finora un impatto economico complessivo di 5,3 miliardi durante la fase di costruzione, supportando oltre 90mila occupati con un moltiplicatore di 1,1 euro di Pil per ogni euro investito nella sola fase di costruzione.Si stima che la presenza della banda ultra larga nelle aree bianche contribuirà con circa 16,2 miliardi al Pil italiano e genererà oltre 250 mila occupati, con un moltiplicatore di 3,3 euro di Pil per ogni euro investito.“La digitalizzazione non è solo una questione tecnologica, ma una leva di coesione territoriale e di equità sociale”, aggiunge Vulpiani. “Quando un piccolo borgo ha accesso alle stesse infrastrutture digitali di una metropoli, cambiano le regole del gioco. Cambiano le opportunità di lavoro, di impresa, di qualità della vita. E cambiano anche le prospettive demografiche di questi territori. Parliamo di un progresso fondamentale per permettere ai borghi di sfruttare pienamente il potenziale della connettività in fibra ottica, trasformando l’infrastruttura digitale in opportunità concrete di sviluppo economico e occupazionale”.Ma le linee attivate non superano ancora il 20%Nonostante la riduzione rispetto ai picchi pandemici, lo smart working continua a rappresentare un’opportunità per tanti lavoratori. Nel primo trimestre 2026, la percentuale di lavoratori dipendenti in modalità smart working si attesta intorno al 7% a livello nazionale, con variazioni regionali significative: il Nord-Ovest raggiunge il 10,5%, il Nord-Est l’8,4%, il Centro il 7,3%.Questo fenomeno, combinato con la crescente disponibilità di infrastrutture digitali, offre una strada concreta per contrastare lo spopolamento dei borghi e generare nuove possibilità di sviluppo. I comuni presenti nella lista dei “Borghi più belli d’Italia” hanno registrato una riduzione media della popolazione del 4,2% nel periodo 2011-2021, superiore alla media nazionale (-0,7%). Le proiezioni per il 2030 indicano un’ulteriore contrazione del -4,4%, a fronte di una riduzione media nazionale del 2,8%.Ad oggi non si vedono ancora i benefici della presenza della infrastruttura perché pur avendo raggiunto il 92% dei borghi più belli, le linee attivate non superano il 20% probabilmente perché ancora non si è presa consapevolezza dei vantaggi che possono derivare dall’adozione della Bul. Superata questa fase, i vantaggi dovrebbero favorire lo sviluppo di nuove iniziative e l’adozione della modalità di lavoro in smart working contrastando il fenomeno dello spopolamento e innescando un fenomeno di valorizzazione ulteriore di questo patrimonio culturale rappresentato dai Borghi e verrà generato quel valore stimato per la presenza della infrastruttura tecnologica a banda ultra larga.