Gli Stati Uniti hanno condotto nelle prime ore di questa mattina una nuova serie di attacchi contro decine di obiettivi militari nel sud e nell’ovest dell’Iran. Il Comando centrale americano ha presentato l’operazione come una risposta ai recenti lanci di missili iraniani contro le forze americane in Giordania e contro alcune navi nello stretto di Hormuz, aggermando di avere colpito strutture appartenenti alle Guardie rivoluzionarie iraniane. Tra gli obiettivi indicati dal comando statunitense ci sono «centri di comando militare, strutture per missili e droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime». Non sono stati forniti dettagli sul numero di mezzi impiegati.
Gli attacchi si sono concentrati soprattutto nelle province iraniane affacciate sul Golfo e sullo stretto di Hormuz. Sono state segnalate esplosioni sull’isola di Qeshm, nella zona di Abadan, nella provincia del Khuzestan, alla periferia di Kazerun, nella provincia di Fars, e sull’isola di Kish.
Secondo l’agenzia iraniana Fars, che ha citato l’Università di scienze mediche di Hormozgan, a Qeshm un edificio residenziale nel quartiere di Chah Tangu è stato colpito e tre membri della stessa famiglia sono morti. Le vittime sarebbero il padre, la madre e la loro figlia di due anni. Le prime comunicazioni delle autorità iraniane avevano parlato di persone intrappolate sotto le macerie e di due feriti portati in ospedale.







