“Ho detto le cose peggiori sull’Ucraina. Poi sono venuta qui di persona, nel bel mezzo della loro guerra, per conoscere con i miei occhi l’Ucraina. E sono rimasta sbalordita dalle bugie russe cui ho creduto”. Nel suo profilo su X, dove conta quasi due milioni di followers, Laura Loomer si descrive come una “giornalista investigativa” e uno “spirito libero”. A 33 anni, è anche una delle attiviste di estrema destra più influenti d’America, “orgogliosa islamofobica” e “nazionalista bianca”, come si è definita, megafono delle teorie cospiratorie più estreme – per lei, gli haitiani dell’Ohio non si limitano a mangiare “i cani e i gatti”, ma sono anche cannibali -, rispettata e ascoltata come pochi altri da Donald Trump. Proprio per questo ha suscitato scalpore l’improvvisa svolta di Loomer sull’Ucraina, un tempo descritta come un Paese di “nazisti”, con Volodymyr Zelensky definito “ebreo nazista che si odia”, e oggi rivalutata e difesa nella guerra contro la Russia. Venerdì, Loomer ha pubblicato un’intervista video di 45 minuti con Zelensky, registrata nel giardino del Palazzo Mariinsky e infarcita di lodi per il presidente ucraino. Quindi, in posa con un cheeseburger e una bibita in un McDonald’s di Kiev, ha condannato fermamente la guerra di Putin e il “disprezzo russo per l’America”.
Perché parte del mondo Maga ha cambiato idea sull'Ucraina
Da Laura Loomer a Tim Pool: gli influencer trumpiani difendono Zelensky. Cosa sta cambiando nel mondo Maga?















