Cementir Holding conferma le previsioni per il 2026 dopo un primo trimestre penalizzato da condizioni climatiche eccezionalmente avverse. Lo afferma la società in una nota dopo l'esame dei risultati della prima metà dell'anno.«Il primo semestre 2026 ha risentito delle condizioni climatiche eccezionalmente avverse in Europa e in Turchia e di una diversa programmazione delle manutenzioni nel primo trimestre, che hanno inciso significativamente su volumi e redditività - ha commentato Francesco Caltagirone, presidente e amministratore delegato del gruppo -. Il secondo trimestre ha tuttavia evidenziato un miglioramento dell'andamento operativo, con una ripresa dei volumi e una crescita dei risultati di ricavi, margine operativo lordo e risultato operativo. In un contesto macroeconomico e geopolitico complesso ed incerto e, in attesa di una maggiore visibilità sui prossimi mesi, riteniamo - ha proseguito Caltagirone - di confermare la guidance per l'esercizio».

Nel primo semestre del 2026, si legge in una nota, i volumi venduti di cemento e clinker sono stati pari a circa 5 milioni di tonnellate, in diminuzione del 2,9% rispetto al medesimo periodo del 2025; a perimetro costante, ossia al netto della cessione di Kars, sono aumentati dell'1,4%. La flessione del primo trimestre, riconducibile anche alle condizioni climatiche eccezionalmente avverse che hanno interessato diversi Paesi europei e la Turchia, è stata parzialmente recuperata nel corso del secondo trimestre. I volumi di vendita del calcestruzzo, pari a 2 milioni di metri cubi, hanno registrato una riduzione del 10,9% rispetto al primo semestre 2025.I ricavi delle vendite e prestazioni del gruppo si sono attestati a 793,7 milioni, in diminuzione dell'1,7% (-0,2% a perimetro costante). La contrazione dei ricavi è imputabile principalmente all'effetto cambio negativo di 37,4 milioni, in particolare per effetto della svalutazione della lira turca e del dollaro statunitense rispetto all'euro. A livello geografico, si segnala una crescita dei ricavi in Egitto, Belgio, Nordic & Baltic e Malesia, mentre si è registrata una flessione in Turchia, Cina e Nord America. A cambi costanti 2025 i ricavi sarebbero stati pari a 831,1 milioni, superiori del 3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I costi operativi, pari a 640,8 milioni, sono aumentati dello 0,5%.Il margine operativo lordo si è attestato a 153,6 milioni, in diminuzione del 10,4% (-9,5% a perimetro costante). L'utile netto di gruppo, dedotto il risultato di pertinenza degli azionisti terzi, è stato pari a 66 milioni (81,4 milioni di euro nel primo semestre del 2025). Nel corso del primo semestre 2026 il gruppo ha effettuato investimenti complessivi per circa 92,3 milioni (53,7 milioni nel primo semestre 2025). Il patrimonio netto totale al 30 giugno 2026 è pari a 2.048,7 milioni (1.975 milioni al 31 dicembre 2025 e 1.806,7 milioni al 30 giugno 2025).Venendo alle previsioni per l'intero anno, la società spiega che «lo scenario macroeconomico rimane caratterizzato da elevata incertezza, in un contesto influenzato da tensioni geopolitiche internazionali e dai conflitti in corso in Medio Oriente, che continuano a incidere sulle prospettive di crescita economica e sull'andamento dei mercati energetici. In tale contesto, il gruppo resta focalizzato sul controllo dei costi, sulla generazione di cassa e sull'efficienza operativa». Alla luce dei risultati conseguiti nel primo semestre e «pur in un contesto macroeconomico e geopolitico ancora complesso e incerto», il gruppo conferma gli obiettivi economico-finanziari annunciati lo scorso febbraio. I ricavi consolidati sono previsti a circa 1,7 miliardi, sostenuti principalmente dall'aumento dei prezzi legato all'inflazione e da un lieve incremento dei volumi nella seconda parte dell'anno con la sola eccezione di Cina e Turchia. Il margine operativo lordo è atteso tra 400 e 420 milioni, in lieve crescita rispetto ad un margine operativo lordo 2025 ricorrente pro-forma di 401,3 milioni, con l'esclusione delle componenti non ricorrenti e del contributo della società Kars Cimento, ceduta il 1° dicembre 2025. La posizione di cassa netta infine è prevista a circa 590 milioni a fine periodo, a parità di perimetro.