HomeSienaCronacaLavoro nei campi, stop sfruttamento. Primo ’Codice etico agricoltura’ per censire le aziende senza terraIeri la firma dei prefetti di Siena e di Grosseto che ne sono stati i principali promotori. Per farlo funzionare serve anche la collaborazione delle grandi imprese del settore . .La presidente Carletti firma il protocolloRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Laura ValdesiSIENA"E’ il primo protocollo del genere in Italia. Vediamo se riusciamo a combattere questo triste fenomeno mettendo in piedi un sistema di raccolta dati delle aziende ’senza terra’. Avrà la durata di un anno, potrà essere migliorato", sostiene il prefetto di Grosseto Paola Berardino in collegamento video. "Nessuno sa con esattezza quante siano ma certo guadagnano milioni di euro sulla pelle dei lavoratori stranieri. Quando vengono effettuati i controlli nei campi tutti riferiscono che è il primo giorno. La manodopera in agricoltura subisce forme di sfruttamento intollerabili", gli fa eco il prefetto di Siena Valerio Massimo Romeo.

E’ stato grazie alla sinergia dei due rappresentanti del governo nelle province più colpite dal fenomeno caporalato in Toscana, Grosseto e Siena appunto, oltre al lavoro sul campo della Cgil che ha portato alla ribalta le modalità, alla task force interprovinciale di forze dell’ordine ed enti per i controlli, che ieri è stata apposta una firma storica. Sul ’Codice etico agricoltura’ per prevenire e contrastare il caporalato, che anche il presidente della Regione Eugenio Giani siglerà. "Verificheremo se ci sono situazioni di illegalità", dice con un pizzico di orgoglio il prefetto. "Si costruisce un percorso senza attendere che fatti di cronaca costringano ad intervenire", sottolinea il senatore Tino Magni, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia parlando di "strumento che useremo in altre realtà. Le buone pratiche vanno sfruttate".