di Marta Ottaviani

L’Ucraina ha dimostrato a Trump di poter essere un alleato anche contro l’Iran. Gilles Kepel, politologo francese specializzato negli studi sul Medio Oriente contemporaneo e sulle comunità musulmane in Occidente, spiega come i due conflitti siano vasi comunicanti, ma sottolinea che non si tratta di una guerra mondiale, bensì di una guerra sovraregionale.

Professor Kepel, l’attacco ucraino alla nave russo-iraniana nel mar Caspio e il successivo viaggio di Volodymyr Zelensky a Washington sembrano strettamente collegati. È così?

"Sì. Zelensky ha scelto di colpire quella nave pochi giorni prima della sua visita a Washington proprio per dimostrare a Donald Trump che l’Ucraina non rappresenta soltanto un problema da risolvere militarmente. In quel momento Trump sosteneva che molte delle armi destinate a Kiev sarebbero state più utili contro l’Iran. L’operazione, invece, ha mostrato che l’Ucraina è in grado di colpire direttamente uno dei principali avversari degli Stati Uniti e quindi di agire come alleato dell’Occidente anche su quel fronte".

Netanyahu e Zelensky si sono trovati entrambi a Washington. Che significato attribuisce a questa coincidenza?