L’attacco di Kyiv nel Caspio segna la convergenza tra il fronte ucraino e le tensioni mediorientali. Zelensky rivendica il colpo alle rotte logistiche russo-iraniane e accusa Mosca di fornire intelligence all’Iran. Teheran denuncia un atto “ostile” e minaccia ritorsioni, mentre la Russia esprime solidarietà

Le dinamiche dei due principali conflitti attualmente in corso si sono incontrate ieri nel bacino del Mar Caspio, quando all’interno di un’operazione militare condotta dalle forze ucraine sono state colpite alcune navi che transitavano in quelle acque, compreso un mercantile iraniano. Su quest’ultimo, secondo le autorità della Repubblica islamica, un’esplosione avrebbe provocato la morte di un marinaio e il ferimento di almeno un altro membro dell’equipaggio.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato il successo dell’operazione, sostenendo che essa abbia colpito infrastrutture logistiche utilizzate per il trasferimento di materiale militare legato all’Iran. Nella stessa occasione Zelensky ha anche lanciato nuove accuse contro Mosca, affermando che la Russia starebbe fornendo a Teheran un supporto di intelligence satellitare destinato a facilitare gli attacchi iraniani in Medio Oriente (un tema, quest’ultimo, riemerso pochi giorni fa a livello mediatico).