Putin promette la vittoria, Kiev colpisce raffinerie, logistica e produzioni critiche russe. Ma scarseggia di Patriot. Le vittime civili aumentano. Senza diplomazia l’escalation in atto rischia di prolungare il conflitto. L’esperto di disarmo Podvig: “Gli attacchi aerei reciproci sono una strada senza uscita”.

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La guerra in Ucraina ha cambiato volto. Missili e droni colpiscono sempre più in profondità, mentre l’attrito sulla prima linea perde centralità. Entrambe le parti mirano a destabilizzare il fronte interno dell’avversario. L’unico risultato certo è l’aumento delle vittime civili.

Putin torna a evocare la vittoria e ritira anche i limitati compromessi discussi un anno fa ad Anchorage. In risposta, cresce il sostegno a Kiev. Anche da parte degli Stati Uniti, ha qualche ragione per ritenere Volodymyr Zelensky. L’Ucraina ha migliorato la propria posizione militare e contribuisce con gli attacchi vincenti dei suoi droni alla crisi dell’economia russa. Ma senza diplomazia, questi sviluppi rischiano di alimentare l’escalation e prolungare il conflitto, invece di fermarlo. Sempre più vittime fra i civili In questa quinta estate di guerra, nelle prime tre settimane di luglio i raid russi hanno ucciso 380 civili e ne hanno feriti almeno 2.100: è il bilancio più grave da aprile 2022. Dal 20 al 25 del mese, Mosca ha lanciato quasi 1.700 droni, oltre 1.630 bombe guidate e più di 50 missili balistici. Dati del governo ucraino. Colpita più volte Kiev.