L’analisi di Bertolaso. Verso i voucher come in VenetoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciServono 3.500 infermieri in Lombardia secondo i calcoli della Conferenza Stato–Regioni che deve stimare il fabbisogno dei posti nei corsi di laurea. Una cifra non lontana dai "tremila" citati dall’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso un paio di mesi fa durante un consiglio regionale straordinario dedicato alla carenza di professionisti in sanità. Che è un grande problema, illustrò Bertolaso, soprattutto in prospettiva. Se il saldo del turnover tra infermieri assunti e usciti dal sistema negli ultimi anni è stato negativo tra le trecento e le cinquecento unità, a preoccupare è il combinato tra il declino cronico di interesse per questa professione e il bisogno che continuerà ad aumentare proporzionalmente all’invecchiamento della popolazione: nel 2050 si stima che in Italia ci vorranno 495 mila infermieri, e si prevede che ne avremo 268 mila, quasi centomila meno degli attuali 365 mila.
Una tendenza che investe tutto il mondo e in particolare l’Europa; mercato nel quale il nostro Paese, oltre a scontare uno squilibrio storico (abbiamo un rapporto tra infermieri e dottori di uno a uno, mentre Francia, Germania, Usa partono da tre per camice), non appare particolarmente competitivo. Come dotazione di infermieri ogni centomila abitanti ci piazziamo sotto metà della classifica (guidata dall’Irlanda), tra Malta e l’Estonia, e una ragione abbastanza macroscopica sono gli stipendi "da fame, di cui nessun governo si è occupato negli ultimi quindici anni", non esitò a chiarire l’assessore all’aula del Pirellone.








