Il giudice del lavoro Isabella Angeli del tribunale di Brescia ha rigettato la domanda cautelare proposta dal civitanovese Cosimo Franco Manni, docente di flosofa e storia al liceo bresciano, deciso a non andare in pensione nonostante il compimento dei 67 anni. Nei primi mesi dell’anno Manni, uno dei sette fgli dell’ex dirigente della Sgi Giuseppe Manni, aveva fatto ricorso contro il ministero, asserendo che il dirigente non aveva preso in considerazione la sua volontà di continuare a insegnare, anziché essere collocato in pensione dal primo settembre. Manni aveva chiesto al tribunale di sospendere l’efficacia del decreto dirigenziale di aprile. Però il giudice del lavoro ha rilevato che la normativa vigente "introduce una mera possibilità per le pubbliche amministrazioni di trattenimento in servizio dei dipendenti prossimi alla pensione, precisando le condizioni necessarie affinché questo possa accadere; ma non prevede assolutamente che, in presenza di tali condizioni, vi sia un obbligo di provvedere in tal senso. L’interessato può solo manifestare o meno la propria disponibilità, ma non può esercitare alcuna pretesa". Così la domanda è stata rigettata.

Il giudice inoltre non ha eccepito le argomentazioni del dirigente, che ha chiarito che "la gestione del liceo Leonardi ha sempre mirato alla realizzazione di una struttura a competenze diffuse. La presenza di un team coeso e di procedure standardizzate e condivise annulla il rischio di vuoto operativo".