A Brescia un professore di Storia e Filosofia vince il primo round contro il pensionamento d’ufficio. Il giudice del lavoro del Tribunale cittadino ha annullato il decreto con cui l’amministrazione scolastica disponeva il collocamento a riposo di Franco Manni, docente al liceo scientifico statale “Leonardo”, ordinando una nuova istruttoria per stabilire se sussistano le condizioni per la permanenza in servizio.

Manni, che compirà 67 anni nel 2026, aveva impugnato il provvedimento che ne fissava l’uscita dal 1° settembre dello stesso anno. La decisione del giudice, arrivata al termine del ricorso, non sancisce automaticamente la prosecuzione del rapporto di lavoro, ma obbliga l’istituto a rivalutare il caso alla luce della normativa vigente.

La Legge di Bilancio 2025

Al centro della controversia c’è la Legge di Bilancio 2025, che introduce per le pubbliche amministrazioni la possibilità di trattenere in servizio i dipendenti oltre il limite ordinamentale dei 67 anni, fino a un massimo di 70. Secondo la difesa del docente, rappresentata dall’avvocato Cristiano Pellegrini Quarantotti, la scuola avrebbe escluso questa opzione ritenendo – erroneamente – che la norma non fosse applicabile al comparto istruzione in assenza di decreti attuativi. Una lettura che il giudice ha respinto, accogliendo il ricorso.