BELLUNO - Tutti vicini, in un momento importante della vita. I papà, per una notte, potranno stare accanto al bimbo appena nato e alla sua mamma. È la novità che viene offerta, a partire da lunedì prossimo, al Punto nascite dell'ospedale San Martino con il progetto "La prima notte insieme". Si consente così a entrambi i genitori di condividere i primi vagiti, comunque nel rispetto delle condizioni cliniche e organizzative del reparto. Come precisato dal primario di Ostetricia e Ginecologia, Fabio Tandurella, «il padre o il partner non è un semplice visitatore, ma parte integrante del percorso assistenziale». In parallelo già da ieri, sempre nel reparto di Ostetrica di Belluno, ha preso il via il progetto "Nascere insieme" che introduce l'accesso libero 24 ore su 24 del padre, partner o caregiver durante l'intera degenza. Intanto si parte. Ovvio che sia previsto un periodo di monitoraggio volto a valutare organizzazione, gradimento e qualità percepita. Il modello che con il nome "Zero separation" è da poco stato avviato all'ospedale Santa Maria del Prato di Feltre, riconosce il ruolo attivo del padre, del partner o del caregiver come parte integrante del percorso assistenziale.
Il commento Così commenta il primario del san Martino, Tandurella: «L'iniziativa rappresenta una naturale evoluzione del percorso di umanizzazione dell'assistenza sviluppato dal reparto che negli ultimi anni ha investito nella personalizzazione delle cure, nella continuità assistenziale e nella valorizzazione del ruolo della famiglia durante tutto il percorso nascita». Un percorso che si completa grazie all'integrazione tra i reparti: Ostetricia, Ginecologia, Pediatria e Anestesia. Va sottolineato che al San Martino l'assistenza ostetrica pone al centro la donna attraverso un rapporto il più possibile personalizzato, favorendo rilassamento e controllo del dolore. Oltre al legame immediato con il neonato. Per le neo mamme è attivo un approccio che favorisce il contatto precoce, il bonding familiare e il sostegno all'allattamento, in linea con i principi Unicef-Bfhi, cioè l'ospedale amico dei bambini e delle bambine. «I progetti si inseriscono in un programma di costante innovazione del Punto nascita e in questo contesto si inserisce la possibilità di utilizzare la vasca per il travaglio e il parto in acqua», ricorda Tandurella. È il direttore generale dell'Ulss 1 Dolomiti a sottolineare come «l'iniziativa confermi la volontà di investire in un modello di sanità capace di coniugare eccellenza clinica, innovazione e attenzione ai bisogni delle mamme e dei papà».






