Nel video parla di vitamina D e di creme solari in gravidanza, ma nessuno studio dimostra un collegamento con l'autismo
Dopo le critiche ricevute dalla comunità scientifica per un video diventato virale, la dottoressa Debora Rasio ha pubblicato un secondo video di risposta sostenendo che le critiche che le sono state mosse siano infondate, perché chi l’ha attaccata avrebbe scambiato le conclusioni degli scienziati con semplici «ipotesi». Poi introduce un nuovo argomento, ovvero le creme solari applicate durante la gravidanza e il rischio di autismo nei bambini. Abbiamo verificato entrambe le affermazioni.
Perché la difesa di Rasio non regge
Nel primo video, Rasio aveva presentato i dati di uno studio su 470.000 persone per sostenere che le creme solari aumentassero il rischio di melanoma. Gli scienziati che l’avevano criticata avevano fatto notare una cosa semplice, ovvero quello stesso studio spiegava perché i dati sembravano dire una cosa ma in realtà ne dicevano un’altra.
Come spiegato in precedenza, gli autori riportano che chi usa più crema solare di solito sta anche più a lungo sotto il sole, non la riapplica abbastanza durante la giornata, oppure ha già avuto un tumore alla pelle in passato e per questo ha iniziato a proteggersi di più. In altre parole, non è la crema a causare il tumore, ma chi è già più a rischio tende a usarne di più.










