Crittografia
Ubuntu
Attivare la cifratura dell’unità con TPM durante l’installazione di Ubuntu non modifica soltanto il modo in cui il sistema protegge la chiave crittografica. La scelta può cambiare anche una componente molto più profonda: il kernel Linux e l’intera catena di avvio smettono di seguire il tradizionale modello basato sui pacchetti deb e passano sotto il controllo di Snap.
La conseguenza non riguarda le normali applicazioni installate con il sistema di gestione dei pacchetti apt. Problemi possono venire a galla con driver OEM, moduli DKMS, firmware aggiuntivi e componenti hardware non inclusi nella configurazione predisposta da Canonical. Una webcam, una scheda WiFi o il sottosistema audio possono quindi comportarsi bene con la cifratura LUKS (Linux Unified Key Setup) tradizionale e smettere di funzionare scegliendo l’abilitazione del supporto TPM, pur installando Ubuntu sulla stessa macchina e dalla stessa immagine ISO.
Ubuntu 26.04 LTS ha reso stabilmente disponibile la cifratura TPM/FDE (Full Disk Encryption, ossia cifratura completa del disco) ma il compromesso architetturale, tuttavia, rimane. La maggiore integrità della catena di avvio impone un ambiente più controllato e meno modificabile.








