Microsoft continua ad ampliare le iniziative dedicate alla sicurezza dell'ecosistema Windows e, dopo le recenti novità riguardanti Entra ID e la strategia di aggiornamenti basata anche sull'intelligenza artificiale, ha annunciato un'importante evoluzione del Key Management Service (KMS), il sistema utilizzato dalle organizzazioni per l'attivazione in volume dei dispositivi Windows.
La novità prende il nome di "KMS Hardware-Secured" e introduce un modello di fiducia fondato sull'hardware. L'obiettivo è ridurre il rischio rappresentato dai server KMS contraffatti o clonati, sfruttati negli anni per aggirare i meccanismi di attivazione e creare problemi sia dal punto di vista della conformità delle licenze sia dell'identità dei dispositivi all'interno delle infrastrutture aziendali.
KMS è da tempo la tecnologia scelta dalle aziende che devono attivare migliaia di installazioni Windows senza che ogni singolo PC comunichi direttamente con i server Microsoft. In questo scenario un host KMS interno alla rete aziendale gestisce tutte le richieste di attivazione dei client autorizzati, semplificando il deployment e l'amministrazione dell'infrastruttura.
Con KMS Hardware-Secured cambia però il modello di sicurezza. I server KMS dovranno dimostrare di essere in esecuzione su hardware considerato affidabile attraverso un processo di attestazione basato sul Trusted Platform Module (TPM), il componente hardware già impiegato da numerose funzionalità di sicurezza di Windows, tra cui Windows Hello, BitLocker e System Guard.






