Crittografia

Sicurezza

Chi cifra l’unità di memorizzazione del portatile con Linux si aspetta una cosa molto semplice: se qualcuno rubasse il computer, i dati restano al sicuro. E in gran parte è così. Il caso emerso attorno a LUKS (Linux Unified Key Setup), metodo di cifratura dei dischi, mette però in evidenza un potenziale pericolo che non riguarda i dati contenuti in un PC Linux lasciato spento, bensì i sistemi in sospensione, magari chiusi in una borsa o nello zaino con la memoria RAM ancora alimentata.

Ingo Blechschmidt, sviluppatore attivo anche nell’area NixOS, ha raccontato su Mathstodon una scoperta non banale: da Linux 6.9, alcune configurazioni pensate per rendere più sicura la sospensione del portatile possono lasciare in memoria una copia della chiave usata per decifrare i dati. Non si parla della password digitata dall’utente, ma del materiale crittografico che il kernel usa per leggere e scrivere i dati sul volume cifrato.

Sospensione del sistema e protezione crittografica su Linux