Roma, 29 lug. (askanews) – Un team internazionale di ricerca ha portato alla luce nuove prove secondo cui l’asteroide (44) Nysa, uno degli oggetti più luminosi e più grandi della fascia principale, con una composizione superficiale simile all’enstatite (tipo E), possiede una struttura a tre lobi ed è accompagnato da una piccola luna. La scoperta, basata su immagini ad alta risoluzione ottenute con la tecnica dell’ottica adattiva da alcuni dei telescopi più avanzati al mondo, ai quali ha contribuito anche l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), offre uno sguardo raro sulla complessa storia di uno degli asteroidi più enigmatici del Sistema solare.
I risultati, presentati in uno studio accettato per la pubblicazione su Astronomy & Astrophysics, rivelano che Nysa è diverso da qualsiasi altro asteroide osservato finora. Da oltre un secolo gli astronomi studiano Nysa, la cui insolita luminosità e composizione ne hanno fatto un oggetto di studio particolarmente interessante. Osservazioni precedenti suggerivano però una forma allungata o potenzialmente bilobata, ma la vera forma dell’asteroide rimaneva sfuggente.
Utilizzando lo strumento italiano SHARK-VIS, installato sul Large Binocular Telescope in Arizona (di proprietà anche dell’INAF), e lo strumento SPHERE/ZIMPOL, presso il Very Large Telescope dell’ESO in Cile, le ricercatrici e i ricercatori hanno ottenuto le immagini di Nysa con la più alta risoluzione mai raggiunta. Questi set di dati hanno rivelato molteplici caratteristiche superficiali di grandi dimensioni, tra cui due valli prominenti che sembrano avvolgere la circonferenza dell’asteroide. Il team interpreta queste caratteristiche come “colli”, cioè collegamenti simili a colli tra lobi separati. “Le immagini rivelano un oggetto straordinariamente insolito”, afferma la prima autrice dello studio, Kate Minker dell’Osservatorio Lowell. “La spiegazione più plausibile è che Nysa sia o un sistema trinario a contatto, costituito da tre componenti collegate, oppure un corpo coerente estremamente irregolare, diverso da qualsiasi cosa abbiamo osservato in precedenza”.







