Roma, 29 lug. (askanews) – Per secoli le lingue hanno continuato a scambiarsi parole, fino a cancellare quasi completamente le tracce delle loro origini. È la conclusione di uno studio dell’Università di Ferrara che, applicando modelli matematici derivati dalla genetica delle popolazioni, dimostra perché oggi non sia più possibile ricostruire con affidabilità le prime fasi dell’evoluzione delle lingue bantu, una delle più grandi famiglie linguistiche del mondo, parlata da centinaia di milioni di persone nell’Africa subsahariana.

Lo studio pubblicato sulla rivista PNAS è stato realizzato da Patrícia Santos, Andrea Benazzo e Silvia Ghirotto del Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie dell’Università di Ferrara, insieme al linguista Igor Yanovich dell’Università di Vienna.

“Le lingue bantu costituiscono una delle famiglie linguistiche più grandi al mondo: comprendono circa 500 lingue, diffuse dal Camerun fino al Kenya, alla Somalia meridionale e al Sudafrica – spiega Silvia Ghirotto, docente dell’Università di Ferrara -. La loro espansione rappresenta uno dei più importanti fenomeni di diffusione linguistica della storia umana. Ricostruirne le prime fasi consentirebbe quindi di comprendere meglio non soltanto l’evoluzione delle lingue, ma anche la storia delle popolazioni che le hanno parlate”.