ROVIGO - Chiesto il rinvio a giudizio per il consigliere Fabio Benetti per aver manomesso alcuni manifesti durante la campagna elettorale in concorso con l'assessore alla Sicurezza del Comune di Occhiobello, Marcello Cauduro. La procuratrice Manuela Fasolato, al termine delle indagini preliminari, ha chiesto che si vada a processo: Benetti (FdI) è accusato di attentati contro diritti politici del cittadino per aver fatto sovrapporre il simbolo del Partito Democratico a quello di Fratelli d'Italia, in concorso con Cauduro, titolare di una tipografia.
La vicenda Quando è emersa la vicenda, in Polesine è stato putiferio. La persona offesa è Mattia Moretto, candidato alle regionali del 23 e 24 novembre scorsi e diretto sfidante di Benetti all’interno della stessa lista di Fratelli d’Italia. È stato lui a presentare la denuncia. Secondo la ricostruzione della Procura, Benetti, «in concorso con ignoti» e con il coinvolgimento di Cauduro, quale titolare di una tipografia di Occhiobello, avrebbe richiesto, ordinato e ottenuto nel novembre scorso i loghi del Partito Democratico da sovrapporre al simbolo di Fratelli d’Italia-Giorgia Meloni sui manifesti elettorali di Moretto. Il meccanismo contestato è quello della sostituzione visiva: coprire il logo originario del candidato con quello di un altro partito, facendo apparire Moretto come espressione di una forza politica diversa da quella di appartenenza. I fatti contestati si collocano tra il 21 e il 24 novembre scorso, oltre che in periodi immediatamente precedenti e successivi, in vari comuni polesani: Adria, Ceregnano, Canale di Ceregnano, Rovigo, Lendinara, Badia Polesine, Fratta Polesine, Castelmassa, Villadose e Bergantino, oltre a Occhiobello. Le indagini, delegate ai carabinieri di Adria, alla Digos e alla Polizia postale di Rovigo, hanno incluso perquisizioni (anche informatiche), sequestri di cellulari e computer, acquisizione di manifesti ritenuti manipolati e raccolta di testimonianze. Tra gli elementi acquisiti figura anche un video di una telecamera stradale che collocherebbe Benetti ad Adria proprio durante un “raid” sui manifesti elettorali.








