L’apertura del Consiglio comunale di San Benedetto del Tronto si è trasformata nella resa dei conti sul caso Nicolò Bagalini. La seduta di ieri, iniziata con la surroga che ha portato in aula Pierfrancesco Troli al posto di Pierluigi Tassotti, è stata subito monopolizzata dalla vicenda politica che nelle scorse settimane ha provocato la rottura tra Bagalini e Fratelli d’Italia, culminata ieri con il suo voto contrario alla surroga e il successivo approdo nel Gruppo Misto. L’opposizione ha aperto il fuoco con una raffica di interventi. Paolo Canducci ha chiesto al sindaco Nicola Mozzoni di chiarire le accuse mosse dal consigliere, parlando di una situazione "grave" dopo le contestazioni sulla nomina di Tassotti nello staff del primo cittadino. Maria Elisa D’Andrea ha sottolineato come, dopo le surroghe, l’aula sia composta da numerosi consiglieri non eletti direttamente dai cittadini. Fabio Urbinati ha rincarato la dose affermando: "Non ho mai visto il ruolo del segretario del sindaco essere messo all’asta". Chiarimenti sono stati chiesti anche da Tony Alfonsi, Iacopo Zappasodi e Aurora Bottiglieri, con particolare riferimento alle presunte interferenze politiche provenienti da Ascoli. Bagalini ha ribadito la propria posizione, sostenendo che la scelta dell’ufficio del sindaco avrebbe dovuto seguire criteri diversi, ma ha confermato la fiducia a Mozzoni, spiegando che la decisione di lasciare Fratelli d’Italia non rappresenta una sfiducia nei confronti del sindaco. La replica di Mozzoni è arrivata direttamente in aula: "Da Nicolò non ho visto attacchi così feroci ma comunque li avrei accettati. Qui non si prendono ordini da nessuno e chi mi conosce sa bene che io la testa non la abbasso". La vicenda affonda le radici nei giorni successivi alle elezioni, quando Bagalini, inizialmente indicato come possibile componente della segreteria del sindaco, rimase escluso dalla nomina poi assegnata a Tassotti. Da lì le accuse sul mancato rispetto dei criteri annunciati e il successivo strappo politico. Archiviato il primo scontro, il confronto si è spostato sulla TARI 2025, al centro dell’interrogazione urgente di Paolo Canducci e Roberto Bovara. Il Ministero ha infatti dichiarato inapplicabili le tariffe approvate dalla precedente amministrazione in quanto votate con ritardo. L’assessore al Bilancio Antimo Di Francesco ha confermato che il Comune procederà alla restituzione delle eventuali somme versate in eccedenza dai contribuenti dopo le verifiche tecniche, spiegando che nel bilancio è già stato previsto un accantonamento di circa 4,2 milioni di euro e annunciando un emendamento al bilancio. Una risposta che non ha soddisfatto Canducci, che ha parlato di un "pastrocchio gigante".
Caso Bagalini, resa dei conti in Consiglio
L’esponente meloniano dopo le polemiche passa al gruppo misto. Opposizione all’attacco sulla vicenda: "Un fatto grave"








