ROVIGO - Dalle urne alla Procura. La campagna elettorale per le Regionali, segnata in Polesine da settimane di tensioni interne a Fratelli d’Italia, conosce ora un passaggio che cambia il piano del confronto: un’indagine giudiziaria che coinvolge uno dei protagonisti di quella partita. Fabio Benetti, 36 anni, oggi consigliere regionale polesano subentrato a Valeria Mantovan dopo la sua nomina ad assessore, risulta indagato dalla Procura di Rovigo per il reato di “attentati contro i diritti politici del cittadino”. La persona offesa è Mattia Moretto anche lui candidato in Polesine alle elezioni regionali, presidente del consiglio comunale del capoluogo, e appartenente a una diversa area interna allo stesso partito. È stata la denuncia presentata da Moretto a far scattare l’inchiesta.
A darne comunicazione è il procuratore Manuela Fasolato. Secondo l’ipotesi accusatoria, Benetti avrebbe “impedito con l’inganno il corretto esercizio dei diritti di elettorato attivo e passivo attraverso l’alterazione e la manomissione di numerosi manifesti elettorali” riferibili a Moretto. In particolare, sui manifesti sarebbe stato sovrapposto il logo di un partito diverso da quello di riferimento del candidato, coprendo quello originale e facendo apparire Moretto come espressione di una forza politica non sua. Le condotte contestate si sarebbero verificate nel novembre scorso, in piena campagna elettorale, in diversi comuni della provincia di Rovigo. Dopo la denuncia, l’attività investigativa avrebbe progressivamente assunto consistenza. Le indagini, delegate ai carabinieri di Adria e alla Digos di Rovigo, hanno portato all’esecuzione di perquisizioni, al sequestro di materiale informatico, all’acquisizione di immagini di telecamere stradali e di manifesti elettorali ritenuti manipolati. Sono state inoltre assunte persone informate sui fatti ed è stato disposto un accertamento tecnico, con le garanzie della difesa, sul materiale informatico sequestrato.






