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Un riconoscimento a chi ha trasformato l'ospitalità in uno strumento di inclusione e cambiamento sociale. Ieri Avolta ha consegnato a Milano il primo Avolta Legend Award a Massimo Bottura e Lara Gilmore, fondatori di Food for Soul, l'organizzazione no profit nata nel 2016 che promuove un modello di ospitalità fondato sulla dignità della persona e sul valore della comunità. Attraverso la rete dei Refettori, Food for Soul recupera eccedenze alimentari trasformandole in pasti di qualità per persone in condizioni di vulnerabilità, creando al tempo stesso luoghi di incontro e inclusione. Un progetto che unisce lotta allo spreco alimentare e impatto sociale. "Abbiamo deciso di istituire il Legend Award perché crediamo in una visione dell'impresa che vada oltre i risultati finanziari e guardi anche agli interessi della collettività", ha spiegato Alessandro Benetton, presidente di Edizione e presidente onorario di Avolta. "Quando c'è un'eccellenza che parte dal proprio mestiere e riesce ad allargare il proprio orizzonte creando valore per gli altri, questo merita di essere riconosciuto". La scelta di Bottura e Gilmore, ha aggiunto Benetton, nasce dal fatto che "sono un esempio concreto di chi non si ferma al successo nel proprio settore, ma guarda dove altri vedono limiti e difficoltà", rimettendo "al centro l'uomo, l'individuo e la sua dignità". La premiazione è stata preceduta da una giornata di incontri dedicata all'ospitalità, culminata con una visita privata al Cenacolo Vinciano per ammirare L'Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Ricevendo il premio, Bottura ha ricordato che "l'ospitalità è una cosa collettiva" e che "il vero potere è dire 'Good morning, welcome, take a seat'". Lo chef ha quindi ringraziato Avolta per il sostegno a Food for Soul: "È il regalo più grande". Oltre al riconoscimento, Avolta sosterrà i Refettori di Food for Soul a Milano, Bologna, San Francisco e Harlem, contribuendo all'acquisto di mezzi, attrezzature e servizi per rafforzarne le attività.