New York - “Stasera non voglio parlare del passato e di tutto ciò che abbiamo fatto, ma del futuro. Il futuro non riguarda solo nuove tecniche o tecnologie, ma un nuovo tipo di consapevolezza: culturale, sociale ed emotiva”. Massimo Bottura ha esordito con queste parole sul palco dell’Onu per ricevere uno dei premi assegnati ogni anno dall’Unca, l’Associazione dei Corrispondenti delle Nazioni Unite. Lo chef dell’Osteria Francescana di Modena è stato insignito con il Global Advocate of the Year Award, che riconosce le personalità che si sono distinte per l’impegno nelle cause umanitarie o sociali. Durante la cerimonia che si è tenuta il 12 dicembre sera all’interno del Palazzo di Vetro di New York, Bottura ha sottolineato che “il futuro non è un luogo, è uno stato d'animo. E inizia nel momento in cui ci riconosciamo negli altri. Quando comprendiamo che ogni scelta che facciamo nelle cucine, nelle comunità, nelle istituzioni ha un volto umano”.
Massimo Bottura alla serata all'Onu a New York (@mauriziobresciani)
“Il futuro vive nell'empatia, nella dignità, nel coraggio di prendersi cura. Vive quando scegliamo di ascoltare prima di parlare, di includere prima di escludere, di servire prima di essere serviti - ha aggiunto lo chef tristellato - E se vogliamo credere nel futuro, dobbiamo prima credere nell'umanità. Questa è la nostra responsabilità. Questa è la nostra speranza”. Bottura è stato nominato ambasciatore di buona volontà dalle Nazioni Unite e ambasciatore degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’organizzazione internazionale per il suo impegno contro lo spreco alimentare in linea con l'Agenda 2030 per un futuro più sostenibile. Un impegno che porta avanti attraverso il suo progetto di recupero del cibo in eccesso per creare pasti nutrienti e dignitosi nei suoi Refettori in tutto il mondo.











