Occupano edifici pubblici dismessi, per trovare riparo dal solleone dopo una giornata di lavoro nei campi, ma puntualmente li ritrovano con porte e finestre murate senza più poterci entrare. E’ il copione che si ripete drammaticamente a Metaponto, dove decine di braccianti agricoli extracomunitari non riescono a trovare un alloggio dignitoso, dopo anni di promesse e impegni non mantenuti dalle istituzioni a tutti i livelli. L’ultimo sgombero nel vecchio palazzetto dello sport al lido, come denunciano dall’associazione “Tutti migranti”. Una struttura abbandonata da anni, dove i braccianti agricoli si erano accampati. Un edificio, osservano da Tutti migranti, che si sarebbe potuto ammodernare con i fondi del Pnnr ricavandone posti letto regolari. Invece si preferisce cacciare i lavoratori stranieri, ormai divenuti essenziali per la raccolta dell’ortofrutta nel Metapontino, costringendoli a rifugiarsi sotto i ponti d’estate e in altri casolari abbandonati durante d’inverno.

«Oltre ad avere un tetto -spiegano dall’associazione che si occupa di assistenza sociale ai migranti- potrebbero sistemare le problematiche burocratiche legate principalmente alla residenza, con conseguente rilascio/rinnovo dei permessi di soggiorno; la possibilità di fruire dell’assistenza sanitaria, o aprire un conto per l’accredito dello stipendio. Oramai è una costante: ogni anno in prossimità della stagione turistica, ci sono sgomberi di migranti dai luoghi dove avevano trovato riparo per superare il periodo invernale. E’ talmente costante, che quest’anno chi aveva trovato rifugio nell’ex palazzetto si era già spostato da circa un mese».