(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La Consob studia da tempo il caso della governance del Monte dei Paschi. Un’attività che arriva mentre sul mercato ci si interroga sui possibili riflessi della “passivity rule” – alla luce dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo – e sulle attività del consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni, in vista di una possibile proposta di fusione con Banco Bpm. Si tratta, spiegano fonti della Commissione che vigila sulle società quotate, di «temi da tempo all’attenzione degli uffici», seppur intesi come attività di routine.

La governance della banca senese, come riportato nelle scorse ore dal Sole 24 Ore, è in subbuglio dopo l’invio di una lettera da parte di quattro consiglieri di Mps, indirizzata al presidente Cesare Bisoni, per denunciare «alcuni profili» ritenuti «particolarmente delicati» in merito alle attività del board stesso. Il riferimento è alle scelte fatte dall’a.d. Luigi Lovaglio nel tentativo di trovare alternative all’offerta presentata da Intesa (in tandem con Unipol). Al centro delle contestazioni, le operazioni straordinarie prospettate con Piazza Meda per un’integrazione, su cui si chiede conferma o smentita, la considerazione di Bpm come «parte correlata di Mps», la mancata convocazione di una riunione del cda per la nomina dei consiglieri mancanti, che si attende da mesi, le tempistiche di consegna dei documenti al consiglio e la composizione dei comitati endoconsiliari.