La7

“È ridicolo che tirino fuori responsabilità dell’opposizione per gli scontri in Val di Susa. Se quelli del governo Meloni vogliono fare gli statisti, guardino come gli statisti democristiani, socialdemocratici, liberali, persino molti esponenti del Msi, si sono comportati durante gli Anni di Piombo“. Sono le parole pronunciate a L’aria che tira (La7) dal filosofo Massimo Cacciari, commentando gli scontri del 25 luglio nei cantieri della Torino-Lione e le accuse lanciate dall’esecutivo contro le forze di opposizione. La destra di governo, a partire dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal vicepremier Antonio Tajani e da esponenti di Fratelli d’Italia, ha addebitato all’opposizione parlamentare una forma di responsabilità politica: aver alimentato un clima di indulgenza o di scarsa condanna verso le frange più radicali del movimento No Tav, contribuendo così a legittimare le azioni violente contro le forze dell’ordine e le infrastrutture.

Cacciari respinge con toni durissimi questa lettura: “In Italia, e non solo in Italia, ci sono stati gli Anni di Piombo, una violenza politica vera e propria che non ha nulla a che fare con quella di cui stiamo parlando oggi: nulla, è una cosa completamente diversa. In quella situazione tragica per il Paese, nessun democristiano, nessun liberale, nessun esponente delle forze di governo si è sognato di dare alcuna responsabilità al Partito Comunista. Neanche i missini. Le classi politiche vere, quando si trovano in una situazione di difficoltà, e quella degli anni ’70 non è neanche paragonabile alle manifestazioni e alle questioni di oggi, non hanno mai strumentalizzato”.