La premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sono arrivati questa mattina in Val di Susa per un sopralluogo, in seguito ai disordini scoppiati sabato durante il corteo No Tav. Atterrati a Caselle, la premier e il ministro raggiungeranno il cantiere in elicottero dove ad attenderli c'è il capo della Polizia, Vittorio Pisani, insieme al prefetto, Donato Cafagna, e al questore di Torino, Massimo Gambino.Telt, la società francese incaricata di costruire e gestire la sezione trasfrontaliera della Torino -Lione, ha stimato i danni dell'assalto al cantiere in circa un milione di euro. “Esiste un’internazionale della violenza e del disordine che utilizza ogni tema per mettere in pratica teppismo e violenza allo stato puro”, ha detto Piantedosi in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera. I movimenti responsabili delle agitazioni mettono le istituzioni di fronte a una sfida che Piantedosi definisce “tipicamente criminale: ci si approfitta delle libertà democratiche per porre in essere veri e propri atti di guerriglia”.Il ministro prosegue con un appello a tutte le forze democratiche, invitandole a prendere le distanze dagli estremisti “senza tentennamenti o infingimenti”. D’altronde, l’ambiguità di alcuni partiti politici verso gli antagonisti non è una novità: storicamente le forze progressiste si distaccano dai movimenti violenti relegando le pratiche e i loro promotori alla sfera politica del fascismo, come ha scritto oggi il direttore Claudio Cerasa sul Foglio.Quanto alla gestione dell'ordine pubblico, Piantedosi difende la condotta delle forze dell’ordine: “L’impegno in Val di Susa ha impedito che si verificassero danni e guai maggiori”. E condanna le aggressioni che si sono verificate contro gli agenti: “Attaccare loro è attaccare lo Stato. E purtroppo alcuni dubbi e una certa sfiducia pregiudiziale di natura ideologica espressi talvolta nei loro confronti non sempre aiutano a isolare i violenti”. A questo proposito viene richiamato il caso di Abderrahim Fakir, che Piantedosi definisce una “tragedia molto dolorosa” e rispetto alla quale esprime “piena solidarietà” al sindaco Matteo Lepore “come a chiunque riceva minacce”.Quando gli viene chiesto se la risposta a queste sfide siano nuovi provvedimenti, Piantedosi si dice favorevole, affermando che la sicurezza “è un tema cruciale e merita una continua manutenzione delle norme utili”. Elenca poi gli obiettivi raggiunti dal governo in questo ambito: crollo degli sbarchi, aumento dei rimpatri, e un calo generalizzato dei reati.Infine, su un eventuale cambio di guida al ministero ambito dal vicepremier Matteo Salvini Piantedosi taglia corto: “Non sta a me deciderlo. Salvini è stato un ottimo ministro dell’Interno, confermerebbe il suo valore tornando al Viminale”.
Meloni e Piantedosi in Val di Susa. Il ministro: "Prendere le distanze dall'internazionale della violenza"
La premier e il titolare del Viminale si recano al cantiere Tav assaltato sabato. L'appello del ministro al Corriere: le forze democratiche si allontanino dagli antagonisti. E sul caso di Bologna “piena solidarietà” al sindaco Lepore










