Operazione «China Express» della Guardia di Finanza di Savona contro una presunta rete di frode fiscale nel settore dell’abbigliamento. I militari hanno eseguito sequestri preventivi nei confronti di 22 imprenditori, in prevalenza di origine cinese, operanti in 14 regioni italiane.

Le indagini sono nate da una verifica fiscale nei confronti di un centro estetico di Albenga, gestito da un cittadino di origine cinese che, pur senza magazzino, dipendenti o adeguate capacità economiche e organizzative, avrebbe emesso fatture per la vendita di abbigliamento all’ingrosso per circa 20 milioni di euro a favore di 204 società italiane ed estere.

Secondo l’ipotesi accusatoria, le fatture sarebbero state utilizzate da numerose imprese del settore dell’abbigliamento e della bigiotteria per ottenere indebiti vantaggi fiscali, attraverso la deduzione di costi inesistenti e la detrazione dell’Iva, oltre che per giustificare acquisti di merce effettuati in nero.

Le aziende coinvolte avrebbero movimentato, tra il 2017 e il 2025, volumi d’affari per circa 700 milioni di euro, con transazioni complessive stimate in un miliardo e mezzo di euro. Gli accertamenti fiscali hanno consentito di contestare, allo stato delle indagini, oltre 116 milioni di euro di basi imponibili sottratte alla tassazione.