Un centro estetico di Albenga che emette fatture da 20 milioni di euro. Gli approfondimenti della Guardia di Finanza di Savona, che intuisce come qualcosa non torni.

E una monumentale indagine, soprannominata “China Express”, su imprenditori che lavorano nell’abbigliamento all’ingrosso.

Alla fine, per le fiamme gialle la frode “copre” una cifra da un miliardo e mezzo di euro: 190 persone denunciate e 200 società coinvolte, sequestri in tutta Italia anche di beni e immobili di lusso. Gioielli, borse e orologi di lusso a marchio Patek Philippe, Van Cleef & Arpels, Hermès, Chanel, Delvaux, Gucci e Prada, ma pure un appartamento dentro il “Bosco Verticale” a Milano.

Secondo gli investigatori gli indagati, «tramite l'annotazione nella contabilità delle fatture per operazioni inesistenti, avrebbero ottenuto cospicui ed illeciti vantaggi sia dal punto di vista fiscale, attraverso la deduzione del costo e la detrazione dell'Iva indicata in fattura, sia commerciale, attraverso la possibilità di perfezionare acquisti dal reale fornitore, totalmente "in nero" e per importi di assoluta convenienza, e quindi di rivendere (spesso anche a soggetti estranei alla frode) a prezzi nettamente inferiori a quelli di mercato con ovvi e ulteriori effetti distorsivi della concorrenza».