È di sette imprenditori deferiti e oltre due milioni di euro sequestrati il bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza che ha smantellato un sistema di frode fiscale nei maxistore di Sassari. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha permesso di ricostruire un’evasione di oltre venti milioni di euro attraverso la sistematica omissione di ricavi nei negozi gestiti da cittadini cinesi.
Il sistema di frode scoperto
Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Guardia di Finanza, l’operazione è stata condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Sassari sotto la supervisione della locale Procura. L’attività investigativa ha preso avvio da una serie di controlli economico-finanziari effettuati nei maxistore specializzati nella vendita di articoli per la casa, casalinghi e abbigliamento, tutti situati nella città sarda e gestiti da imprenditori di origine cinese.Durante i controlli, i finanzieri hanno rilevato un’anomalia ricorrente nelle modalità di emissione degli scontrini fiscali. In particolare, è emerso che per gli acquisti pagati con strumenti elettronici tracciabili, come carte di credito o bancomat, veniva emesso un regolare scontrino fiscale dotato del logo “RT” (Registratore Telematico). Al contrario, per i pagamenti in contanti, i dipendenti rilasciavano un documento gestionale che, pur essendo graficamente identico a uno scontrino fiscale, risultava privo del logo ministeriale obbligatorio.Questo stratagemma aveva il duplice scopo di non destare sospetti nei clienti e di evitare la memorizzazione e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate, consentendo così la sottrazione di ingenti ricavi alla tassazione e configurando un sofisticato sistema di evasione fiscale.Le perquisizioni e i sequestri














