Milano, 29 luglio 2026 – Ombrelloni aperti, accessori da spiaggia e teli mare con sdraiati alcuni attivisti di Ultima Generazione. Si tratta della protesta andata in scena, martedì verso le 19, in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino, per denunciare il caldo estremo che sta colpendo l'Italia e l'Europa.

Sul selciato, cartelli e striscioni hanno tradotto quel presidio in numeri e denunce precise: dal secondo giugno più caldo mai registrato in Europa (+1,78°C sulla media storica), alle 19 città italiane in bollino rosso con 23 giorni consecutivi di allerta caldo, fino a un cartello che chiede chi siano davvero gli "eco-terroristi" se sono i politici a cementificare ogni metro di verde in città.

“È il conto che arriva”

“Non chiamatela semplicemente emergenza. È il conto che arriva", ha detto Sara, una delle attiviste in piazza. E ha aggiunto: “Io ho avuto veramente paura per la salute di mia nonna questa estate, e per fortuna non è caduta e svenuta dal caldo. Ma vogliamo parlare di tutti quegli anziani che invece si? Siamo un paese con tanti anziani e non ce ne stiamo prendendo cura. Sono migliaia le morti di caldo certificate quest’anno”. Poi ancora: “Queste morti hanno responsabilità politiche ben precise: Comuni che continuano a cementificare, governi che continuano ad investire in carbone e petrolio e banche che continuano a tirare fuori i soldi per finanziare il tutto. Ma cosa deve ancora succedere prima che ci rendiamo conto della gravità della situazione? In Francia, per via degli incendi, c’è stata l’evacuazione di civili più grande dalla seconda guerra mondiale. È come se fossimo tornati in guerra!”