Di: GdA Radio/Alessandra Bonzi - Red. il giardino di Albert / Christian Bernasconi La migrazione degli uccelli è uno dei fenomeni più affascinanti della natura e continua a sorprendere gli scienziati per la sua complessità. Tra questi migratori spicca lo stiaccino (Saxicola rubetra), un piccolo passeriforme che, nonostante la sua esile corporatura, riesce a compiere un viaggio straordinario.Un nuovo studio, al quale ha contribuito la Stazione ornitologica svizzera di Sempach, rivela che questo uccello, oggi minacciato in Svizzera, attraversa ogni primavera il Sahara con un volo ininterrotto di quasi due giorni. 08:39Super stiaccinoAlphaville 23.07.2026, 11:05Imago ImagesCristina ArtoniL’habitat ideale in Valle di BlenioLo stiaccino abita prati estensivi diversificati e ricchi di fiori, come i prati magri della regione di Dötra, in alta Valle di Blenio, una delle zone più favorevoli per la specie in tutta la Svizzera.Nidifica a terra, ma nei prati sfruttati intensivamente non dispone di tempo sufficiente e i suoi nidi sono regolarmente distrutti dalle falciatrici. Sull’Altipiano la specie è oggi praticamente scomparsa e ora comincia ad avere problemi anche in montagna. Arno Schneider, ornitologo e responsabile dell’antenna ticinese della Stazione ornitologica svizzera, ne ha parlato ai microfoni di Alphaville.“Lo stiaccino è una pallina piumata che sta nel palmo di una mano: dal becco fino alla coda misura tra i dodici e i quattordici centimetri e pesa dai 16 ai 20 grammi. I maschi si esibiscono in un canto territoriale da posatoio che può essere un cespuglio, un palo o anche una staccionata. Una volta formata la coppia, maschio e femmina costruiscono il nido a terra, dove la femmina depone le uova che si schiuderanno in circa un mese. Il lasso di tempo che va dalla costruzione del nido alla fase in cui i giovani sono fuori dal nido dura all’incirca un mese e mezzo”. Natura Ora, gli uccelli migratoriPrima Ora 21.01.2026, 18:00La popolazione di Dötra resisteMinacciato in Svizzera, lo stiaccino trova in alta valle di Blenio un habitat ideale, in particolare nella regione di Dötra. “Lì gli stiaccini stanno bene, direi molto bene”, prosegue Arno Schneider. “È una zona protetta con l’habitat idoneo, cioè prati secchi molto magri, con gruppi di arbusti nani, alcuni singoli cespugli. In quest’area vive una popolazione di circa cinquanta-sessanta coppie, un risultato positivo. In passato erano anche di più e si è osservato un calo anche in questa regione, purtroppo, ma la popolazione di Dötra in questi ultimi anni è stabile. Si tratta di un dato molto positivo visto che in altre zone è fortemente in declino e, soprattutto sul fondovalle, la specie è praticamente scomparsa”.Stiaccino femminaSébastien PoirierL’impresa del SaharaOltre alle difficoltà nell’habitat in cui nidifica, la specie deve affrontare un’impresa incredibile per raggiungere i luoghi in cui svernare, attraversando il Sahara con un volo ininterrotto di circa due giorni.“Sì, è un record confermato grazie a un nuovo studio al quale ha partecipato anche la Stazione ornitologica. Sappiamo però che gli uccelli migratori a lungo raggio, di cui fa parte anche lo stiaccino, devono e possono compiere queste imprese. È una questione di economia e questi uccelli devono accumulare una quantità di grasso sufficiente prima di affrontare questi voli”, afferma l’ornitologo.Internet animaleIl giardino di Albert 11.04.2026, 16:55©Imago Zuma Press WireNuove tecnologie per studiare la migrazioneLo studio è stato reso possibile grazie a nuovi sistemi di monitoraggio. “La tecnologia ha fatto grandi sviluppi negli ultimi decenni”, prosegue Schneider. “Usiamo dei particolari geolocalizzatori. Sono apparecchi piccolissimi, leggerissimi che misurano l’intensità della luce, la lunghezza delle giornate, la pressione d’aria, la temperatura. Poi, in base a questi dati, è possibile calcolare la data, l’orario e anche la posizione precisa del singolo individuo. Questo ci permette di seguire la loro migrazione”. Rotte diverse per sopravvivereLa ricerca indica che gli stiaccini seguono una migrazione con rotte diverse in autunno e in primavera. “Queste loop migration hanno una forma ad anello”, spiega Arno Schneider. “Significa che gli animali scelgono delle rotte migratorie differenti in autunno e in primavera. Per farla molto semplice: in primavera, venendo dall’Africa, cioè dall’area di svernamento, hanno fretta. Devono arrivare prima degli altri per occupare il territorio, quindi scelgono una linea più diretta. Durante questo tragitto si compie l’impresa del volo non-stop fino a 45 ore. Al contrario, in autunno hanno meno fretta, quindi fanno più soste, si fermano anche in base alla disponibilità del cibo. Per raggiungere l’Africa gli uccelli possono anche impiegare il doppio del tempo”.https://rsi.cue.rsi.ch/info/ambiente/Pi%C3%B9-biodiversit%C3%A0-nei-prati-dell%E2%80%99Altipiano-svizzero--3817745.htmlLo sfalcio tardivo salva i nidiAnche in Svizzera la specie è minacciata perché l’habitat in cui nidifica è sempre meno disponibile. Dal 15 luglio è iniziato il periodo dello sfalcio tardivo, decisivo per la sopravvivenza dei suoi nidi. La collaborazione con il mondo agricolo può contribuire concretamente alla sopravvivenza di questa specie: “Lo stiaccino nidifica a terra e quindi è importantissimo che lo sfalcio avvenga una volta che i giovani sono usciti dal nido. La falciatura troppo precoce, oltre a distruggere i nidi, le uova e anche i piccoli, riduce la disponibilità di cibo: se il prato è falciato, anche gli insetti spariscono e non sono più disponibili in quantità sufficienti”, spiega Schneider, che aggiunge: “l’agricoltura consapevole, cioè non intensiva, è importante. Senza questo sfalcio il prato diventerebbe prima o poi bosco; quindi, l’agricoltura praticata in equilibrio con il rispetto della natura gioca un ruolo chiave”.Una mostra per conoscere gli uccelli dei pratiNell’ambito del progetto nazionale di conservazione dello stiaccino, condotto in collaborazione con BirdLife Svizzera, la Stazione ornitologica svizzera ha prodotto una mostra itinerante intitolata “Conosci gli uccelli dei prati?” L’iniziativa mira a far conoscere le specie di uccelli minacciati che nidificano nei prati della Svizzera italiana, tra cui l’allodola, la quaglia e lo stiaccino.La mostra è visitabile fino al 28 agosto 2026 presso il Museo cantonale di storia naturale, a Lugano.