Fanpage.it ha intervistato Nicoletta Dosio, storica militante e volto noto del movimento No TAV, dopo la manifestazione di sabato scorso che ha portato a scontri con le forze di polizia e a un nuovo dibattito politico. Dosio rivendica tutto ciò che è successo, anche se “nessuno di noi va in cantiere per dare del male a qualcuno”. E spiega perché il movimento, dopo trent’anni, non può fare a meno di “difendersi” anche così.

Nicoletta Dosio nel 2016

Il dibattito politico nazionale negli ultimi giorni si è concentrato sulla Val di Susa: gli scontri al cantiere di Chiomonte della TAV hanno visto circa 120 agenti di polizia feriti e diversi macchinari incendiati o danneggiati. Le forze di polizia hanno risposto con centinaia di controlli e alcuni arresti; il governo Meloni ha attaccato ancora una volta i manifestanti, parlando di "violenza organizzata" e della necessità di nuovi strumenti per evitare disordini. Fanpage.it ha intervistato Nicoletta Dosio, 80 anni, ex insegnante e storica militante del movimento No TAV, di cui è stata tra le fondatrici nel 1989.

Che idea si è fatta della manifestazione di sabato scorso? Come ogni anno, la manifestazione legate al Festival dell'Alta Felicità sono state diffuse. E come anno sono andate verso i cantieri.