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“Faccia di ghiaccio”: così viene chiamato negli ambienti della criminalità nomade, Luigi Berlingieri, “azionista” pronto a tutto. Berlingieri è stato condannato con sentenza definitiva all'ergastolo per l’omicidio del boss di Fuscaldo, Luciano Martello, avvenuto nel Paolano nel 2003 ed a 30 anni per la strage di via Popilia consumata a Cosenza il 10 novembre del 2000. L’agguato compiuto a colpi di kalashnikov ventisei anni fa costò la vita a Benito Aldo Chiodo e Francesco Tucci, sorpresi dal “commando” omicida mentre stavano chiacchierando in uno slargo della popolosa area cittadina.La collaborazione con la giustizia

Dopo anni di detenzione, il killer degli “zingari” ha deciso di collaborare con la giustizia. Le sue prime dichiarazioni sono confluite nel processo istruito per far luce sulla scomparsa per lupara bianca di Massimo Speranza, 21 anni, avvenuta l'11 settembre del 2001 a Cosenza. Per il delitto sono stati condannati Rocco Azzaro (30 anni di reclusione), Armando Abbruzzese (a 20 anni) e il pentito Ciro Nigro (5 anni). L'imputato che il pentito indicava come mandante del delitto, Giovanni Abbruzzese, inteso come “u cinese”, è stato invece assolto. Le confessioni di Berlingieri non state ritenute riscontrate e sufficienti per infliggere una condanna in sede di rito abbreviato.