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27 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 19:31
Dopo le richieste dell’accusa, è stato il turno delle difese di parlare ai giudici che dovranno esprimersi sull’omicidio di Nada Cella, la segretaria massacrata il 6 maggio 1996 nello studio del commercialista Marco Soracco. Cuore dell’udienza le arringhe dei difensori dei principali imputati: Anna Lucia Cecere, l’ex insegnante accusata di essere l’autrice del delitto per cui è stato chiesto l’ergatsolo, e Soracco, per il quale la Procura ha chiesto una condanna a quattro anni per favoreggiamento.
A prendere la parola per prima è stata l’avvocata Gabriella Martin, che insieme al collega Giovanni Roffo difende Cecere. L’ex insegnante, ha sottolineato la legale, “non ha commesso il fatto” e non può diventare “un capro espiatorio perché il clamore e l’indignazione portano alla necessità di trovare un colpevole”. La difesa ha messo in luce le presunte falle dell’impianto accusatorio: secondo Martin e Roffo, Cecere e Cella non si conoscevano e non esisteva alcun legame, neppure nascosto, con il commercialista Soracco. Nessuno, inoltre, ha collocato l’ex insegnante nello studio il giorno dell’omicidio, e persino il bottone rinvenuto sulla scena non corrisponde a quelli della sua abitazione.







