Parla all'indomani della sentenza di primo grado sul delitto Nada Cella la criminologa Antonella Delfino Pesce, rivelando un particolare che finora non era stato reso noto.

Annalucia Cecere, condannata a 24 anni per l'omicidio, la contattò nel 2021, poco prima della riapertura delle indagini: "Una telefonata a cui non sono riuscita a rispondere in tempo.

Dopo non ha più risposto ai miei tentativi di ricontattarla".

Erano passati due anni dalle altre telefonate, quelle con le minacce di morte, che Delfino Pesce ha registrato e fornito agli inquirenti. Dice di avere ancora paura, anzi di averne "più di prima" dopo il verdetto. La biologa barese è la persona che ha riaperto il cold case sul delitto di via Marsala, risalente al 1996, mettendo insieme i vari indizi mai considerati su Cecere.

Ieri la corte d'assise di Genova le ha dato ragione. Insieme alla presunta autrice materiale del delitto è stato condannato per favoreggiamento Marco Soracco, il datore di lavoro della vittima.