A Sciacca in contrada Piano della Giumenta c'è un villino che fu acquistato nel 1975 da Ivana Orlando. La donna è la moglie di Giovanni Pantaleone Aiello, l'ex poliziotto e già agente segreto ormai deceduto chiamato «faccia di mostro». Un personaggio più volte citato - o sussurrato - come l'uomo portato avanti dai pezzi deviati dello Stato per assistere, intervenire e dialogare con i piani altissimi di Cosa Nostra nella stagione delle stragi. Sarebbe stato - ma non è mai stato provato - l'anello mancante di quella regia nera che avrebbe partecipato alle tensioni di piombo e di terrore del 1992 e 1993.
Come mai una donna veneta sceglie di fare un investimento immobiliare in Sicilia? Documentato è che in quel fabbricato non ci abbia mai abitato nessuno: non c'erano mobili e arredi. Tranne una stanza: pulita e sistemata a differenza del resto dell'immobile. In una relazione della DIA del 6 maggio 2011 si mettono nero su bianco alcune deduzioni investigative. E gli investigatori ipotizzano che quel luogo potesse «essere utilizzato, sporadicamente, come luogo di incontro di personaggi, al momento sconosciuti, vicini ad Aiello». Questi sospetti inducono a installare delle microspie. Ma una volta ottenuta l'autorizzazione del gip, le cimici stranamente non vengono piazzate. Lo stato di abbandono della villetta avrebbe modificato l'idea di partenza: ritenendo forse uno spreco attivare le intercettazioni. Gli interrogativi però restano.















