HomeUmbriaCronaca"Rischio desertificazione". Anche l’Umbria fa i conti con crisi idrica e climaticaI deputati Bonelli e Fratoianni presentano il dossier “C’era una volta l’acqua“ "Una delle regioni che subiscono i maggiori processi di degrato del suolo" .Gli esponenti di Avs dinanzi alle sponde del Tevere a Ponte San GiovanniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciI dati dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale non lasciano margini di interpretazione: la crisi climatica colpisce anche l’Umbria: l’indice SPEI (Standardized Precipitation Evapotranspiration Index) a 24 mesi è a −1,25, il valore peggiore tra sette regioni, mentre quello a 3 mesi tocca −2,00, campo severo-estremo. Il Trasimeno è il caso emblematico: a Monte del Lago il livello è 60 centimetri sotto il limite minimo vitale e mancano cinque centimetri al record negativo degli ultimi sessant’anni.

Parole e numeri che non suonano certo come sinfonia ma anzi, lanciano un allarme vero e proprio, arrivano da Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. Che insiema al collega parlamentare e di partito Nicola Fratoianni ha parlato dalle sponde di un Tevere a dir poco malandato, nel tratto di Ponte San Giovanni dove l’alveo è stato terribilmente ‘mangiato’ dalla siccità estrema degli ultimi anni. "Secondo Ispra (Istituto per la Protezione e Ricerca Ambientale), l’Umbria è una delle regioni che stanno subendo i maggiori processi di degrado del suolo. Il dato parla di un 32%, più della media nazionale. Un numero che testimonia una situazione a rischio desertificazione," sottolinea Bonelli.