HomeMilanoCronacaMaxi operazione anti-tratta. La rete della prostituzione dietro ai centri benessereLa Procura svela un’organizzazione gestita da alcuni italiani legati alla ’ndrangheta. Eseguito anche un decreto di sequestro preventivo di beni per 350mila euro. .La Procura svela un’organizzazione gestita da alcuni italiani legati alla ’ndrangheta. Eseguito anche un decreto di sequestro preventivo di beni per 350mila euro. .Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciFinti contratti con false associazioni no profit, attività fittizie di volontariato e cultura inerenti al terzo settore al solo scopo di far arrivare, con l’inganno, donne in Italia che poi venivano sfruttate. Sette persone sono state quindi arrestate, cinque in carcere e due ai domiciliari, con le accuse di "associazione a delinquere, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, della permanenza illegale sul territorio dello Stato e autoriciclaggio" nell’inchiesta della procuratrice aggiunta Bruna Albertini e del pm Pietro Paolo Mazza.
L’indagine condotta dalla sezione di polizia giudiziaria della Gdf e della Polizia, ha svelato "una rete di centri benessere e case private" nel Milanese "gestite da cittadini di nazionalità italiana e marocchina che celavano, di fatto, al loro interno attività abituale e professionale di prostituzione, svolto da donne prevalentemente di origini straniere". Lorenzo Polli il presunto capo della banda avrebbe avuto anche "la disponibilità di armi da fuoco" e "collegamenti" con un "pluripregiudicato per traffico di stupefacenti" legato "a cosche di ‘ndrangheta".








