MILANO. Esausti dal continuo via vai di uomini sconosciuti sotto le loro abitazioni nei pressi di due centri benessere in zona Lambrate e in Bande nere i rispettivi residenti hanno presentato alle forze dell’ordine numerosi esposti. È stato questo il punto di partenza di un’inchiesta della procura di Milano che ha portato all’arresto di sette persone, quattro uomini e tre donne, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. In quei due locali - come emerso dalle intercettazioni ambientali e dalle microcamere installate di nascosto - è stato documentato che le dipendenti, per lo più ragazze straniere, avevano rapporti sessuali con i clienti dietro il pagamento di denaro. Le misure emesse dalla gip Rossana Mongiardo sono state eseguite il 28 luglio dagli investigatori della sezione di polizia giudiziaria della Guardia di finanza e i colleghi della polizia di Stato in servizio presso la procura meneghina. Gli accertamenti, avviati nel gennaio del 2023, sono stati coordinati dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini con i sostituti Paolo Pietro Mazza e Rosaria Stagnaro. I corrispettivi in contanti, tra i 40 e i 150 euro a prestazione, venivano meticolosamente riposti dalle donne in buste e poi custoditi nei cassetti all'interno dei locali ove si svolgeva l’attività. Era poi Lorenzo P., 57 anni e presunto organizzatore del giro insieme alla compagna di 34 anni Boutaina K., a passare a ritirare regolarmente le somme che provvedeva, poi, al conteggio e alla ripartizione dei proventi tra gli associati. In un dialogo intercettato Lorenzo P. e Boutaina K. battibeccano sul ruolo della donna. «Tu sei una pappona», dice l’uomo. «Io non sono una pappona», replicata piccata la 34enne. «Prendi appuntamento per le ragazze e guadagni dalle ragazze», le fa notare il compagno. Prova a spiegarsi la donna: «Io guadagno 50 euro dal massaggio». La 34enne insiste nel dire che quello che fa non è comparabile al controllo di un giro di prostituzione. Ironizza il compagno: «Eh allora sono io un pappone, solo io». In un’altra conversazione i due presunti organizzatori disquisiscono anche su quale pratica sessuale, a loro dire, costituisca reato o meno. La coppia è finita in carcere a Como. Ai clienti ci arrivavano con annunci online pubblicati su siti web noti per la promozione di massaggi a sfondo erotico, tra cui Annunci Massaggi Osè, Bakeka e Tantralux. Le descrizioni degli annunci e le recensioni lasciate dai "clienti" facevano esplicito riferimento a pratiche di tipo sessuale, con tariffe indicate con chiarezza.
Prostituzione in centri benessere, 7 arresti tra Milano e Como: cosa rivelano le intercettazioni
Le indagini della procura condotte dalla GdF e dalla polizia di Stato nate dai reclami di residenti esausti dal via vai di clienti maschi sconosciuti







