Il fuoco continua ad assediare l’Europa. La situazione è lievemente migliorata in Francia e Spagna, ma l’allerta resta alta per il ritorno del vento e una nuova ondata di caldo. La Spagna "intravede la luce alla fine del tunnel", ha detto il premier Pedro Sánchez: restano otto grandi incendi attivi, mentre migliaia di persone sono ancora evacuate o confinate. L’aumento delle temperature, però, rischia di complicare di nuovo le operazioni. Il fronte più critico, fra Madrid e Ávila, è stato messo sotto controllo dopo avere bruciato oltre 70mila ettari.
In Francia resta "stabilizzato" (definizione del presidente Emmanuel Macron) il mega-rogo che dal 22 luglio ha devastato 42mila ettari in Gironda. Ma ieri si sono registrate 14 riaccensioni e sono stati evacuati in via preventiva 4mila turisti. Nella regione di Bordeaux la qualità dell’aria è peggiorata: saranno distribuite 3,5 milioni di mascherine Ffp2. Oltre 220mila persone sono state evacuate nel sud-ovest del Paese. L’Ue ha mobilitato aerei, elicotteri e squadre di terra. In Spagna operano anche due Canadair italiani.
In Puglia, intanto, il governatore Antonio Decaro ha respinto le polemiche sui roghi nel Gargano: "Mai scaricata la responsabilità del governo. I Canadair però sono una flotta nazionale, le Regioni dispongono soprattutto di elicotteri. Ringrazio la Protezione civile perché senza i canadair non avremmo spento gli incendi".










