L’Europa entra nella quarta ondata di calore e la pressione degli incendi non diminuisce. Mentre in Francia gli sfollati iniziano a rientrare e in Spagna cala il livello di allerta nelle regioni di Madrid e Avila, si registrano due morti vicino a Malaga e Grecia e Turchia continuano a bruciare.
Gli aggiornamenti dalla Spagna
Due bambini di 10 e 15 anni sono morti e la loro madre è rimasta gravemente ferita in un incendio in una casa a Benalmadena, a 10 chilometri da Malaga, in Andalusia. Quando alle 5:40 sono accorsi sul posto i vigili del fuoco, i servizi sanitari e la polizia, le fiamme erano già “in stato molto avanzato” e avevano colpito quattro appartamenti nello stesso edificio, rendendo necessaria l’evacuazione di due piani dello stabile. Oltre alla donna, anche un vigile del fuoco è stato portato in ospedale per le ferite riportate, mentre altri pompieri e agenti di polizia sono rimasti intossicati dal fumo. Sulle cause all’origine dell’incendio è stata aperta un’inchiesta.
Sui fronti già aperti, l’emergenza resta concentrata nella provincia di Zamora, a Castiglia e Leon. Sono in totale 14 le località sgomberate, mentre è stata ridotta la pericolosità del rogo e sono stati stabilizzati i fronti più minacciosi, come ha spiegato il capo del servizio ambientale della Giunta di Zamora, Mariano Rodriguez Alonso. Anche a Madrid sembra che la situazione stia rientrando: i 24mila sfollati iniziano a tornare nelle proprie case e per altre 20mila sono state revocate le restrizioni, ma il rogo che ha bruciato oltre 43mila ettari di terreno è considerato il più grande incendio boschivo della storia spagnola. Ancora fuori controllo, invece, il rogo di Valencia. Non sono state segnalate vittime negli incendi di Madrid e a Castellón, ma quattordici persone sono morte negli incendi di Almería, in Andalusia: tra loro, una donna rimasta gravemente ustionata e morta oggi a causa delle ferite riportate.













