Il fuoco continua ad assediare l'Europa, con un lieve miglioramento della situazione durante la notte in Francia e Spagna, anche se l'allerta resta alta, con il timore dei venti che tornano in alcune aree ad alimentare i roghi e la nuova ondata di caldo torrido che investe entrambi i Paesi.

Sul fronte degli incendi la Spagna «intravede la luce alla fine del tunnel», ha detto il premier Pedro Sanchez, in una conferenza stampa alla Moncloa, nel segnalare che «in questo momento sono otto i grandi roghi forestali ancora attivi» nel Paese e assicurando «tutta la comprensione e il sostegno dell'esecutivo alle persone che restano confinate o evacuate e permangono in una situazione di incertezza».

«Un aumento significativo delle temperature nelle prossime ore renderà più difficile combattere» contro il fronte del fuoco, avverte Sanchez, mentre il suo ministro dell'Interno, Grande-Marlaska, garantisce che è stato messo «sotto controllo» il fronte più critico degli incendi, al nord del Pantano di San Juan verso il comune di Valdemaqueda (Madrid), evacuato ieri. Grande-Marlaska spiega inoltre che i maxi roghi di Avila e Madrid si stanno trattando come un unico vasto fronte, sebbene abbiano «connessioni intermittenti e non una convergenza totale e assoluta», e in totale hanno bruciato oltre 70.000 ettari di vegetazione.