Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica, è appena rientrato in Italia dopo due mesi trascorsi negli Stati Uniti, dove ha seguito da vicino le dinamiche del più grande mercato al mondo per l’ottica e le tecnologie medicali. Porta in dote dall’America un accordo appena siglato con Applied Materials, una partnership con Meta di lungo periodo e le prime “surgery room” del gruppo aperte nei negozi di LensCrafters. Il rientro coincide con un anniversario tondo: dieci anni fa, nel marzo 2016, Milleri entrava ufficialmente in Luxottica come vicepresidente, dopo essere stato per anni al fianco del fondatore Leonardo Del Vecchio. Coincide, soprattutto, con i conti del primo semestre, diffusi ieri dal gruppo. I numeri raccontano una crescita solida e diffusa, e soprattutto un balzo in avanti della profittabilità. Nei primi sei mesi dell’anno i ricavi si sono attestati a 14,8 miliardi di euro, in aumento del 9,7% a cambi costanti (+5,7% a cambi correnti). I numeri del primo semestre L’utile operativo rettificato è salito a 2,75 miliardi, in crescita del 15% a cambi costanti, con il margine che sale al 18,9%; l’utile netto rettificato di gruppo ha raggiunto 1,92 miliardi. Il flusso di cassa: 1,07 miliardi, oltre 100 milioni più dell’anno scorso. A trainare i conti sono tutte le aree geografiche - Nord America, Emea e America Latina, con l’Asia-Pacifico a doppia cifra - e tutte le linee di business, con il canale Direct to Consumer a +11,4% a cambi costanti. Dietro ai numeri, racconta il gruppo, c’è un percorso più lungo che negli ultimi mesi ha impresso una netta accelerazione: il cambio di pelle di un’azienda nata dall’incontro tra lenti e montature, diventata poi protagonista dei wearable intelligenti, e oggi lanciata verso il medtech, fino all’oculomica, la disciplina che legge nell’occhio i segnali dell’intero organismo.