EssilorLuxottica ha chiuso il semestre con ricavi in crescita del 5,7% a 14,8 miliardi di euro pur «in un contesto macroeconomico globale caratterizzato da crescente incertezza», viene sottolineato nella nota sui conti. Nel secondo trimestre, il fatturato è stato pari a 7,69 miliardi (+7,2%). L’utile operativo adjusted dei sei mesi ha raggiunto i 2,75 miliardi (+8,7%) mentre l’utile netto adjusted è salito del 6,9% a 1,92 miliardi. Il flusso di cassa è stato pari a 1,07 miliardi e il gruppo ha chiuso il primo semestre a fine giugno con 1,93 miliardi di liquidità e mezzi equivalenti e un indebitamento netto di 13,39 miliardi (10,85 miliardi a fine dicembre). Essilux stima che «in media nei prossimi cinque anni, a cambi costanti», il gruppo possa «realizzare una solida crescita dei ricavi totali», con una crescita «sostanzialmente allineata» anche dell’utile operativo adjusted. Il presidente e ad del colosso dell’occhialeria, Francesco Milleri, con il suo vice Paul du Saillant hanno evidenziato la crescita diffusa in tutte le aree geografiche e in tutti i business, sostenuta dall’innovazione nel vision care e nell’eyewear e dall’espansione della rete distributiva, rafforzata anche dall’acquisizione di Top Charoen in Thailandia. Sottolineano inoltre gli investimenti nelle soluzioni per la gestione della miopia, negli occhiali con intelligenza artificiale, trainati dai marchi Ray-Ban e Oakley, e nelle tecnologie sviluppate anche attraverso la collaborazione con Applied Materials per la nuova generazione di sistemi ottici intelligenti. Prosegue, inoltre, l’espansione degli AI glasses con vendite quasi raddoppiate nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il primo semestre «conferma che siamo dove vogliamo essere, con vendite e profitti in crescita. Rimaniamo fiduciosi nella nostra capacità di raggiungere i nostri obiettivi finanziari», ha sottolineato Milleri.Nel frattempo, ieri in Piazza Affari il titolo EssilorLuxottica ha chiuso la seduta con un rialzo dell’1,45% a 168,10 euro ancora lontano però dal massimo dell’anno di 286 euro toccato il 15 gennaio.