Paolo e Carla sono sposati da più di cinquant’anni. Oggi affrontano insieme la malattia di Paolo, l’Alzheimer, e insieme coltivano anche la speranza che una nuova terapia, per ora non approvata dall’Aifa, possa cambiare la traiettoria della malattia. La pandemia da Covid ha rappresentato un periodo faticoso per tutti. Le restrizioni, l’isolamento, la paura del virus e della malattia, ci hanno lasciato spiazzati e confusi a lungo. Per questo, quando i primi sintomi di Paolo sono comparsi non hanno fatto molto rumore. Anzi, inizialmente la colpa lui e sua moglie l’hanno data ai vaccini, sull’onda emotiva del momento.

Vivere – Tutte le storie

Così inizialmente collegavano quelle difficoltà a trovare le parole giuste, concludere le frasi, ad esprimere i concetti, comprendere discorsi elaborati. Nel giro di qualche mese però medici ed esami hanno scagionato l’immunizzazione e dato un nome a quei sintomi: Paolo, oggi settantacinquenne, ha l’Alzheimer.

“Ne abbiamo parlato con il nostro medico di famiglia, il quale ci ha indirizzato da un neurologo di cui lui aveva stima. Dal neurologo siamo quindi stati indirizzati presso un reparto ospedaliero di neurologia - ricorda Carla - e abbiamo iniziato una lunga trafila di esami e visite, con terapisti, logopedisti, neurologi”.