Simone Pafundi oggi ha 20 anni ed è reduce da un prestito alla Sampdoria, Catanzaro in B è la prossima destinazione. Nel 2022 Mancini lo volle in Azzurro e ne esaltò le doti: “Prima lui poi tutti gli altri”.

Simone Pafundi, Mancini ne apprezzò il talento e lo convocò in Nazionale.

Simone Pafundi ha un passato radioso alle spalle e un futuro ancora tutto da costruire. E oggi che alla guida della Nazionale è tornato Roberto Mancini vien da chiedersi: che fine ha fatto quel ragazzo che stregò il commissario tecnico? L'Udinese, che è proprietaria del cartellino fino al 2028, lo manderà a giocare (come sembra) a Catanzaro, in Serie B: prenderà il posto di Mattia Liberali che ha spiccato il volo e a Como conoscerà la A, oltre a vivere il sogno a occhi aperti della Champions League.

Pafundi no, magari giù al Sud anche lui troverà quella magia che né il Losanna, né la Sampdoria sono riusciti a dargli così da ritagliarsi finalmente uno spazio nel calcio italiano. E, forse, rivedrà quella maglia azzurra che ‘Mancio' gli cucì addosso in una conferenza scolpita nella storia per la fiducia espressa nei suoi confronti. Stupì tutti quando esclamò: "Le convocazioni nostre sono: primo Pafundi, poi tutto il resto". Tessé le lodi del giovanotto di belle speranze, allora come oggi. Aveva 16 anni all'epoca e l'Italia, che in mano aveva un sacchetto di fichi secchi per aver mancato la qualificazione ai Mondiali, si strinse a coorte per il talento che all'Udinese non ha mai trovato spazio veramente e, invece, il selezionatore metteva addirittura in cima alla lista dei calciatori che avrebbero potuto affrontare la sfida di Euro 2024. A novembre 2022 gli regalò addirittura l'emozione del debutto in Nazionale (un minuto nell'amichevole con l'Albania). Il centrocampista è di proprietà dell'Udinese e reduce dal prestito alla Sampdoria. Un anno più tardi lo volle con sé nel gruppo che affrontò le qualificazioni al trofeo continentale. All'orizzonte c'erano le partite con Inghilterra e Malta e quando al ct chiesero, con legittima sorpresa, perché avesse deciso di puntare su un calciatore che a Udine non s'era quasi mai visto in campo (se non per spiccioli di match), lui replicò con fierezza. "Se è qui è perché se lo merita". Mancini sostanziò anche la sua decisione e azzardò: "Pafundi è un vero talento, crediamo in lui, ha qualità incredibili. Ha 17 anni e la speranza è che possa giocare in A e stare in Nazionale per i prossimi 20 anni. Intanto voglio che si alleni con i grandi. Ai miei tempi i campioni alla sua età erano già titolari".