Il talentuoso fantasista era arrivato per fare esperienza e dispensare giocate. Se ne va dopo una stagione sottotono, preso di mira anche dalla tifoseria

Simone Pafundi

Genova – Ultima fermata, siamo ai saluti. Se, come sembra, Simone Pafundi riuscirà a guadagnarsi una convocazione contro il Sudtirol, per il classe 2006 si tratterà probabilmente dell'apparizione finale con la maglia della Sampdoria al Ferraris. A Udine lo aspettano e, a fine campionato, è lì che il talento in prestito al Doria tornerà. Improbabile, salvo colpi di scena, vederlo ancora a Genova nella prossima stagione se la Samp non pagherà i 5 milioni di euro che servono per riscattarlo: l'Udinese non sembra intenzionata a fare sconti (anzi, il patron Pozzo fino a 2 anni fa lo valutava 15 milioni) e inoltre avrebbe pure un controriscatto a 6 milioni a favore. Un esborso ingente che, a fronte di 25 presenze, un gol e 3 assist, non sembra nelle intenzioni del club blucerchiato.

Quello di Pafundi, però, è un addio che lascia rimpianti, in primis al ds Andrea Mancini. Promotore principale, l'estate scorsa, dell'operazione messa in piedi con l'agente Beppe Riso e col club bianconero, cliente sempre scomodo in fase di trattativa.