La Calabria è già tra le regioni italiane maggiormente esposte al rischio desertificazione. A sostenerlo è il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, che richiama l’attenzione sugli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e sulla necessità di ripensare la gestione delle risorse idriche.Intervenendo al termine di un incontro con l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale, il ministro ha spiegato che quello della desertificazione non è più un fenomeno limitato alle aree più aride del pianeta, ma una criticità che interessa ormai anche diverse regioni del Mezzogiorno.
“La desertificazione è arrivata anche in Calabria”
Nel suo intervento Musumeci ha inserito la Calabria tra i territori già coinvolti dal fenomeno.“La desertificazione, che era un fenomeno conosciuto soltanto in Africa, sappiamo che è arrivata in Italia, è arrivata in Sicilia, è arrivata in Calabria, è arrivata in Puglia, quindi il fenomeno potrebbe risalire lo stivale. Significa rendere improduttivo il terreno, il suolo”, ha affermato.
Piogge più intense, ma sempre meno efficaci
Secondo il ministro, il problema non riguarda soltanto la quantità delle precipitazioni, ma il modo in cui si concentrano.“L’acqua piovana alimenta le nostre fonti, ma una volta 400 millimetri di acqua cadevano in un anno e quindi c’era il tempo di assorbire questa quantità d’acqua. Se 400 millimetri cadono in otto ore, in dieci ore o in un giorno, va tutto in tilt ed è quello che sta accadendo a causa del cambiamento climatico”, ha spiegato.Una trasformazione che rende sempre più difficile l’assorbimento dell’acqua nel terreno e mette sotto pressione infrastrutture e sistemi di approvvigionamento.










